BOLOGNA 28 29 30 NOVEMBRE 2019

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Rilanciare l’istruzione tecnica per far crescere il Paese

La riforma del percorso di accesso alla professione presentata dal Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati prevede il conseguimento di una specifica laurea triennale professionalizzante e abilitante. Questo ultimo requisito è molto importante e, fra i percorsi di studio accademici attuali, comporta una sostanziale differenza per il laureato: l’iscrizione all’Albo professionale e l’inizio dell’esercizio della libera professione subito dopo il conseguimento del diploma. Una proposta accolta con favore dalle diverse forze di rappresentanza politica del Governo, che hanno depositato più di un disegno di legge finalizzato a tal proposito (QUI per approfondire).

L’obiettivo della riforma è duplice: consentire ai geometri di acquisire – già nel percorso curriculare – le conoscenze richieste dall’attuale mercato del lavoro, sempre più orientato ai paradigmi dell’innovazione digitale e della sostenibilità ambientale. Un intento che vuole fornire un contributo al rilancio dell’istruzione tecnica, a lungo eccellenza del sistema scolastico italiano ed unicum in quello europeo, a cui oggi occorre mancano numeri significativi e possibilità di interessare alle famiglie. Un percorso che reca un contributo alla crescita del PIL, a contenere la disoccupazione giovanile, pone un’azione di contrasto alla dispersione scolastica, favorisce l’orientamento e l’alternanza scuola-lavoro, l’innovazione didattica e la scuola digitale.

Riuniti in sessione plenaria, insieme al Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati Maurizio Savoncelli, ne hanno discusso esponenti e rappresentanti del mondo della scuola e dell’università. All’incontro hanno preso parte Luciano Rosati, Consigliere del CUN – Consiglio Universitario Nazionale; Corrado Sancilio, Coordinatore della sede decentrata dell’Università di San Marino a Lodi; Antonio Benvenuti, geometra e docente di Estimo presso la facoltà di Costruzioni e Gestione del Territorio dell’Università di San Marino; Antonio Vettore, docente di Topografia e Fotogrammetria presso le Facoltà di Agraria e Ingegneria dell’Università di Padova; Fabio Russo, docente di Costruzioni Idrauliche, presso la facoltà di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università di Roma “La Sapienza”; Umberto Fratino, Responsabile del dipartimento di Ingegneria civile, ambientale del territorio del Politecnico di Bari, nonché coordinatore del corso di laurea in Costruzioni e Gestione Ambientale e Territoriale; Elena Centemero, Dirigente scolastica dell’Istituto di istruzione superiore “Ezio Vanoni” di Vimercate, in provincia di Monza Brianza. Erano presenti anche i primissimi neo dottori del corso di laurea “Costruzioni e Gestione del Territorio”, che hanno discusso la tesi presso il Polo Universitario di Lodi (attivo in collaborazione con UNIMORE, l’Università degli studi Modena e Reggio Emilia e ateneo di San Marino): Davide Pedrini, Alessandro Gangemi, Fabio Mantegazza, Rosario Paravati.

Nel corso del 45° Congresso nazionale di categoria sono stati registrati sul tema diversi interventi da parte di rappresentanti politici e istituzionali. Fra gli altri, la senatrice Simona Flavia Malpezzi, Sottosegretario di Stato per i Rapporti con il Parlamento, e il senatore Maro Pittoni, Presidente della 7ma Commissione Cultura.

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